“IL BENE COMUNE D'ABRUZZO”
PROGRAMMA AMMINISTRATIVO
ELEZIONI PROVINCIALI 2009
Introduzione
Ciò che è successo recentemente in Abruzzo è il sintomo della crisi profonda che attraversa la Democrazia italiana, una Democrazia ormai puramente formale in cui la fanno da padrone gruppi di interesse legati all’imprenditoria privata e politici di professione che mirano all’arricchimento personale, una Democrazia in cui i cittadini sono sempre più sottoposti al ricatto e non possono scegliere liberamente e far sentire la loro voce.
Il dibattito politico è ormai ridotto ad una sterile e solo apparente contrapposizione fra due schieramenti, contrapposizione che rappresenta unicamente un residuo di una fase storica terminata. I due schieramenti apparentemente si contrappongono ma condividono i principi fondamentali della loro azione politica, in particolare entrambi:
- aderiscono al modello di economia oggi dominante e si guardano bene dal proporre alternative;
- credono nella crescita economica come antidoto a tutti i problemi sociali e la pongono come obiettivo principe della politica in generale;
- tendono a soffocare nei fatti, pur esaltandola a parole, la Democrazia Diretta come principio di governo del sistema politico;
- danno eccessiva rilevanza alla stabilità del governo a scapito dei principi di democrazia;
- sostengono ed alimentano con le risorse pubbliche il sistema dei partiti, un sistema che ha stabilmente “occupato” ed inquinato le istituzioni pubbliche;
Il richiamo che qualcuno fa ad una generica onestà non ci sembra assolutamente sufficiente, non basta cambiare gli uomini se non si cambiano gli obiettivi dell’azione politica.
In questo documento non vogliamo fare semplicemente una lista delle spesa degli impegni programmatici sui diversi argomenti della politica provinciale, cosa che non renderebbe del tutto chiaro il significato della nostra proposta politica, ma cominciare ad illustrare i principi per poi passare alle proposte di azione politica.
I principi della Democrazia Economica e della Democrazia Diretta
Per dare piena attuazione agli ideali di Democrazia politica e perseguire l’obiettivo della piena occupazione e del benessere sociale, occorre puntare a realizzare una Democrazia Economica, ovvero un sistema economico basato sul:
l Federalismo economico, che si sostanzia nel rendere le comunità locali sempre più autosufficienti sul piano del trattamento dei rifiuti, della produzione di energia e della produzione di beni di prima necessità;
Per dare sostanza e concretezza agli ideali di Democrazia politica, nella Società di oggi la Democrazia rappresentativa non è più sufficiente, occorre ampliare progressivamente gli spazi di Democrazia Diretta, occorre cioè ridare ai cittadini gli strumenti della democrazia, che sono stati “scippati” dal sistema dei partiti, che sta ormai soffocando la libertà dei cittadini e lottizzando ogni spazio della società civile. Non è democratica una Società in cui la gente deve “vendere “il suo voto per avere un posto di lavoro o per paura di perderlo.
Elenchiamo ora una serie di linee guida programmatiche riguardanti specifici argomenti della politica provinciale:
Gestione dei rifiuti
Nel quadro di un netto rifiuto alla costruzione di inceneritori o termovalorizzatori (come di voga è chiamarli in questo periodo), va perseguita un’ambiziosa politica di “rifiuti zero” con la raccolta capillare a domicilio. Particolare rilevanza va data anche alla creazione di aree di compostaggio in cui convogliare i rifiuti umidi e restituirli sotto forma di compost da utilizzare nelle aree verdi o anche da commercializzare. Gli altri materiali di raccolta (alluminio, ferro, plastica, carta, vetro, ecc.) verranno messi a disposizione delle ditte locali interessate. La gestione dei rifiuti non va accentrata ma progressivamente decentrata anche attraverso possibili forme di autogestione locale.
Ambiente
Siamo per una moratoria alle nuove costruzioni lungo la costa in attesa di un nuovo piano paesistico regionale; occorre realizzare il Parco Regionale della Costa teatina, nonché avviare l’istituzione di una riserva regionale marina, anche al fine di bloccare ulteriori progetti di sfruttamento delle riserve di idrocarburi.
Deve essere predisposto un nuovo piano di monitoraggio e miglioramento della qualità dell’aria che individui obiettivi concreti di riduzione dell’inquinamento, anche attraverso la chiusura degli impianti nocivi ed il blocco di nuove iniziative industriali ad elevato impatto (vedi petrolchimico ad Ortona). In attesa che sia approvato questo piano si propone una moratoria all’installazione di nuovi impianti industriali e di trattamento dei rifiuti speciali, per evitare che l’Abruzzo, come sta avvenendo a causa di una scarsa coscienza ambientale e dell’inettitudine della classe politica, diventi la pattumiera di Italia.
Territorio
Per i nuovi insediamenti edilizi: Obbligo di produrre la documentazione comprovante le puntuali indagini geologiche rilevate in sito. E' necessario inoltre inserire la figura professionale del geologo negli uffici preposti (ex Genio Civile). Incentivi a tutti coloro che intendano riadeguare il proprio patrimonio edilizio alle normative antisismiche.
Vanno rese agibili tutte le scuole pubbliche ed inseriti videocamere a circuito chiuso.
Energia, Acqua
Diciamo un NO deciso a qualsiasi nuova centrale con produzione di energia non rinnovabile (nucleare, turbogas, centrali a biomasse, ecc.) in Abruzzo, un SI deciso a solare, fotovoltaico, eolico e geotermia ed alla risorsa energetica principale che è il risparmio energetico.
L’obiettivo di lungo periodo deve essere che ogni comune d’Abruzzo sia in qualche modo autosufficiente sul piano energetico, con una gestione pubblica della fornitura e produzione locale. Occorre che siano introdotte nei regolamenti edilizi norme precise che impongano l’utilizzo di impianti alimentati con energia solare e che impongano un determinato livello di efficienza energetica, ulteriori incentivi vanno introdotti per la produzione di energia pulita. Per l’acqua, siamo contro la centralizzazione e l’ingerenza dei partiti nella gestione di questo importante bene pubblico.
Occorre separare la proprietà (pubblica), la gestione (affidata ad imprese private in libera concorrenza fra di loro) ed il controllo (da affidare ad organismi esterni democraticamente eletti da rappresentanti degli utenti).
Lavoro
Siamo per una drastica riduzione delle risorse destinate alla formazione professionale, che servono in gran parte a foraggiare interessi privati ed invece nettamente favorevoli ad aumentare la concessione di borse di studio destinate alla formazione di apprendisti “sul campo”. Occorre ricollocare i cittadini che hanno perso il loro posto con lavori socialmente utili (assistenza anziani, raccolta rifiuti, manutenzione del verde e delle strade).
Commercio
Occorre bloccare l’apertura di nuove strutture della grande distribuzione in una Regione che registra una delle più alte quote di mercato in Italia ed invece dare agevolazioni fiscali alle piccole imprese commerciali specialmente nei piccoli centri e centri storici. E’ necessario puntare alla costituzione e potenziamento dei mercati diretti (dal produttore al consumatore), all’incentivazione delle cooperative di consumo e gruppi di acquisto.
Opere pubbliche
Le opere pubbliche che riteniamo prioritarie nel contesto Provinciale sono quelle che riguardano il potenziamento ed il completamento del trasporto pubblico in particolare su rotaia (es. attivazione della rete metropolitana di terra nella zona congestionata di Chieti/San Giovanni Teatino/Pescara). Riteniamo di importanza primaria la realizzazione della trans-collinare e il raddoppio di arterie importanti come la Trignina ed il completamento della Sangritana.
Siamo per la ristrutturazione ed il potenziamento delle reti idriche per evitare le perdite dei tratti obsoleti del sistema.
Sicurezza
Sicurezza per noi significa innanzitutto sicurezza sul lavoro, sicurezza nelle scuole e negli ospedali. Proponiamo l’introduzione di una tassa di scopo per la messa a norma degli impianti in tutte le scuole della Provincia.
Riguardo la sicurezza sul lavoro, basta chiacchiere e retorica, occorre aumentare notevolmente l’organico addetto ai controlli, che è chiaramente insufficiente.
La sicurezza in senso lato dei cittadini non migliora con l’allargamento degli organici delle forze di polizia, occorre invece intervenire migliorando la distribuzione dei redditi e lavorando per una politica di piena occupazione, per questo occorre attenersi ai principi della Democrazia Economica.
Noi ci metteremo tutto il nostro impegno e la nostra passione per portare avanti questi principi e queste linee programmatiche, consapevoli di rappresentare quel cambiamento di cui la Provincia di Chieti ha urgentemente bisogno.
Maggio 2009








